Infertilità maschile e infezioni

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) descrive l’infertilità clinica come una malattia del sistema riproduttivo definita da “l’incapacità di raggiungere una gravidanza clinica dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari non protetti”. Questa malattia, che colpisce una coppia su sette, può essere dovuta a fattori femminili, fattori maschili o entrambi. Un fattore di infertilità maschile con parametri anormali del seme si trova in circa il 50% delle coppie in cerca di trattamento per l’infertilità. Le cause note di infertilità maschile comprendono malattie endocrine, neoplasie e anomalie genetiche, ma la causa rimane sconosciuta nel 50% dei casi.

Infertilità maschile lieve e grave viene spesso utilizzata in letteratura per descrivere una valutazione anormale dello sperma, considerando parametri come concentrazione, motilità, morfologia, etc.  che possono essere associati a una ridotta possibilità di concepimento, ma è puramente descrittiva e senza una chiara definizione e relazione con l’eziologia, che si riscontra solo nel 50% circa dei casi.

Anche quando viene confermata una diagnosi, il trattamento somministrato raramente prende di mira la causa esatta. Pertanto, alla stragrande maggioranza degli uomini con infertilità maschile viene offerto un trattamento generico basato sulla gravità dell’anomalia osservata sulla valutazione del seme, ad esempio l’inseminazione intrauterina in situazioni lievi e la fecondazione in vitro (FIV) con iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) per anomalie dello sperma gravi o quando l’inseminazione intrauterina non è riuscita.

La fecondazione in vitro con ICSI ha rivoluzionato la gestione dell’infertilità maschile grave, ma non tratta la causa esatta dell’infertilità. In effetti, un’adeguata produzione e funzionalità degli spermatozoi richiede un tratto urogenitale sano per consentire la normale fertilità. I processi infiammatori e le infezioni batteriche sono stati associati alla sterilità maschile. I patogeni che colonizzano cronicamente il tratto urogenitale maschile potrebbero avere un impatto negativo sulla fertilità influenzando i parametri della valutazione dello sperma (conteggio o motilità) o anche inducendo l’apoptosi (o morte cellulare). A tale proposito, microrganismi come la Chlamydia trachomatis, gli ureaplasmi e i micoplasmi rappresentano candidati interessanti per comprendere un legame tra infezione e infertilità maschile.

Numerosi studi suggeriscono che il potenziale effetto dannoso di questi batteri sulla fertilità maschile potrebbe non coinvolgere direttamente i parametri dello sperma valutati abitualmente, ma potrebbe potenzialmente influenzare l’attaccamento dello sperma all’ovocita o le fasi successive della divisione cellulare o impianto, che costituiscono importanti meccanismi fisiologici che non vengono regolarmente valutati durante l’indagine di infertilità.

Get your family sostiene che è importante determinare l’impatto di questi ed altri fattori sulla fertilità maschile per sviluppare un trattamento mirato, personalizzato ed informato, e andare oltre le tecniche di fecondazione in vitro comuni.

La prossima settimana affronteremo questo argomento considerando specificatamente le conoscenze attuali riguardanti l’impatto di queste tre comuni infezioni sulla fertilità maschile. Non perdetevelo!

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