PATOLOGIE UTERINE

Oggi parliamo dell’utero e di come il suo buon funzionamento può pregiudicare la fertilità della donna.

L’utero è un organo fondamentale all’interno del processo riproduttivo e partecipa a eventi chiave, come il trasporto dello sperma, l’annidamento e l’alimentazione del feto. I fibromi uterini, le anomalie congenite, i polipi endometriali e le sinechie uterine sono le principali patologie uterine nelle donne in età riproduttiva e possono causare infertilità, aborto ricorrente o parto prematuro.

Tra le cause dell’infertilità femminile, il fattore uterino ha una prevalenza del 10%. Qui riportiamo le più conosciute:

ANOMALIE MÜLLERIANE

Le anomalie uterine congenite corrispondono a un gruppo eterogeneo di malformazioni che si verificano a seguito di un’alterazione nello sviluppo, dei dotti di Müller durante il periodo di sviluppo embrionale e fetale. Nella maggior parte dei casi la sua eziologia è sconosciuta ma l’ipotesi più accreditata è che sia multifattoriale, comprendendo fattori genetici, ambientali e farmacologici.

Queste anomalie vengono frequentemente diagnosticate durante l’adolescenza, dopo la comparsa di sintomi come dismenorrea e dolore pelvico. Inoltre, in questi pazienti è stato segnalato un maggiore rischio di sviluppare endometriosi pelvica. Poiché queste alterazioni sono difficili da riconoscere, in alcuni casi vengono diagnosticate solo quando si verificano infertilità o aborti ripetuti.

MIOMI UTERINI

I miomi sono tumori benigni della muscolatura liscia dell’utero. Sono di origine monoclonale e possono svilupparsi nel miometrio in seguito a stimolazione di fattori di crescita, citochine e ormoni sessuali.

La sua prevalenza dipende soprattutto dall’età e dalla razza, ma si stima che si verifichino nel 20-50% delle donne in età riproduttiva.

Spesso i miomi sono asintomatici e la loro presenza viene rilevata esclusivamente mediante esame clinico o ecografia ginecologica di routine. Tra i sintomi più frequenti vi sono sanguinamento uterino anormale (ipermenorrea, metrorragia e menometrorragia), dolore pelvico, infertilità e persino aborti ripetuti.

L’esame clinico costituisce il primo approccio per la diagnosi di miomi, ma la presenza è confermata ecografia ginecologica, isterosonografia, NMR risonanza magnetica nucleare.

Circa il 5-10% delle donne infertili presenta fibromi, tuttavia, dopo aver escluso altre cause di infertilità, sono responsabili solo dell’1-3% dei casi di infertilità. I meccanismi attraverso i quali i miomi possono causare infertilità sono correlati all’alterazione del trasporto degli spermatozoi e dell’impianto embrionale e comprendono deformità della cavità uterina, ostruzione prossimale delle tube di Falloppio, alterazione della contrattilità uterina e altri. L’impatto dei fibromi sulla fertilità è tuttavia controverso.

POLIPI ENDOMETRIALI

I polipi endometriali sono lesioni focali, iperplastiche e generalmente benigne dell’endometrio, la cui crescita è ormone-dipendente. Sono frequentemente osservati in pazienti con metrorragia e / o infertilità e si stima che colpiscano dall’11 al 24% delle donne sterili. Il meccanismo attraverso il quale i polipi endometriali esercitano il loro impatto negativo sulla fertilità non è noto ed è stato ipotizzato che potrebbero interferire con il trasporto di spermatozoi e il processo di impianto.

ADERENZE O SINECHIE UTERINE

Le aderenze o le sinechie intrauterine sono bande fibrose di tessuto connettivo che aderiscono alle pareti uterine e si stima che la loro prevalenza nella popolazione generale sia dell’1,5%, tuttavia, nei pazienti con infertilità e l’aborto ripetuto possono raggiungere il 13%.

La diagnosi si effetua mediante ecografía ma mediante isterosalpingografia e isterosonografia si ottiene uno studio più dettagliato della cavità endometriale, sempre restando l’isteroscopia lo “standard di riferimento” nella rilevazione e nel trattamento di questa patologia.

Come potete vedere esiste una lunga lista di possibili cause di infertilità legate all’utero, Get your family vi consiglia di non rimanere col dubbio né arenate in una prima diagnosi, se sentite il bisogno di una seconda opinione o di uno studio più completo, CHIEDETELO, lasciar trascorrere il tempo senza conoscere la causa porta ansietà, smarrimento o disperazione, perché solo continuerai a chiederti se si sta procedendo nella maniera migliore per il tuo caso.

REV. MED. CLIN. CONDES – 2010; 21(3) 409 – 415. PATOLOGIA UTERINA Y SU IMPACTO EN LA FERTILIDAD. Albornoz J. & Duque A. G.

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