Come funziona una FIV?

Molti di voi sono ancora alle porte della FIV, prendendo medicine o provando con l’inseminazione artificiale, e hanno ancora molti dubbi riguardo al procedimento. A seguire descriviamo i passi necessari:

  • Valutazione ginecologica.

È fondamentale affinché il ginecologo possa scegliere il trattamento o la tecnica che meglio si adatta alla paziente.

  • Stimolazine ovarica.

Vengono somministrate medicine ormonali alla paziente, attraverso iniezioni sub cutanee oppure per via orale (o combinate). L’obiettivo di queste medicine è quello di ottenere, durante la ovulazione, il maggior numero di ovuli maturi, aumentando in questo modo la possibilità di successo.

La stimolazione ovarica si inizia durante i primi giorni del ciclo mestruale, e dura tra gli 8 e gli 11 giorni, anche se bisogna sottolineare che ad oggi esistono diversi tipi di protocollo, che vengono modificati dallo specialista in funzione di ciascuna paziente. Durante questo tempo si controlla la crescita dei follicoli attraverso ecografía, per conoscere il momento esatto della ovulazione e la maturazione degli ovociti.

Quando i follicoli raggiungono la misura corretta, si provoca la ovulazione e si programma la puntura ovarica.

  • Puntura ovarica.

Il prelievo degli ovociti si realizza attraverso un semplice intervento, sotto sedazione, che dura circa 20 minuti. Attraverso una ecografia vaginale si realizza una puntura delle ovaie che permette estrarre il liquidò che contiene i follicoli, che sarà analizzato in laboratorio per separare gli ovuli.

Dopo l’intervento la paziente resterà in riposo e successivamente potrà ritornare a casa. Si devono evitare sovra sforzi.

  • Fecondazione in vitro.

Una volta ottenuti gli ovociti e la donazione di sperma si procede all’inseminazione, ottenendo pre-embrioni extra corporei (blastocisti). Gli embrioni risultanti in seguito all’inseminazione vengono osservati in laboratorio giorno dopo giorno e saranno classificati secondo la loro morfologia e la loro capacità di divisione celulare (embrioprotocollo). Una volta classificati i blastocisti, si procede con la preparazione endometriale e il transfer.

  • Transfer degli embrioni.

Si realizza attraverso un semplice procedimento indolore, rapido e senza sedazione. È piuttosto un momento emotivo e único, durante il quale viene introdotto l’embrione o gli embrioni selezionati in laboratorio nell’utero materno.

  • HCG.

14 giorni dopo il transfer embrionario la paziente deve realizzare un test di beta HCG nel sangue, per verificare se si è a raggiunta la gravidanza.

  • Verifica degli embrioni restanti.

Con il fine di poter essere trasferiti in un ciclo successivo, si procede in laboratorio alla crioconservazione o vitrificazione degli embrioni restanti e non utilizzati.

Get your family raccomanda a tutte le coppie che possano avere questa necessità di affidarsi a un team che trasmetta loro fiducia e professionalità. E le invita a cercare tutte le informazioni relative e confrontarle con il team scelto. 

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